Sono in corso le indagini archeologiche nel settore delle grandi terme di Neapolis, avviate a gennaio 2026, finalizzate al restauro e alla messa in sicurezza di questo monumento che è uno dei pochi a conservare la copertura originaria.
La tradizione vuole che su questo edificio romano fosse stata edificata una chiesa paleocristiana, denominata Santa Maria di Nabui (trasformazione dell’originario Neapolis), chiesa che per antichità sarebbe paragonabile a quelle di San Giovanni di Tharros e di Sant’Efisio di Nora.
Gli scavi hanno già permesso di indagare le varie fasi di utilizzo della struttura, che ha avuto una lunga serie di trasformazioni ed ha visto il suo utilizzo anche in età recente. In questi giorni gli archeologi sono arrivati alla pavimentazione originaria, dove in epoca romana era stata realizzata una delle vasche termali.
Lo scavo permetterà di intervenire in modo definitivo sulla copertura, permettendo finalmente di liberare il monumento dalle impalcature – che al momento sono indispensabili per assicurarne la staticità – e di consentire una migliore fruizione del monumento.
L’intervento a cura della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, fa parte di un vasto piano strategico finanziato dal Ministero della Cultura con 3 milioni e mezzo di euro, finalizzato alla valorizzazione delle più importanti aree archeologiche della Sardegna meridionale.
In occasione delle giornate di Monumenti Aperti In collaborazione con il Comune di Guspini, il 10 maggio, l’area di scavo sarà eccezionalmente visitabile dal pubblico.
Responsabile di Progetto: arch. Patrizia Luciana Tomassetti – SABAPCA
Direzione lavori: arch. Elena Romoli – SABAPCA
Direzione operativa: dott. Massimo Casagrande – SABAPCA