La Soprintendenza svolge attività di salvaguardia, conoscenza e trasmissione alle future generazioni del patrimonio demoetnoantropologico presente sul proprio territorio di competenza.
Questo patrimonio è composto dai prodotti e dalle manifestazioni culturali in cui sono rintracciabili legami con specifici contesti culturali , europei e non europei, e le tracce identitarie e simboliche di specifici territori. Ci si riferisce, comunemente, ai beni materiali afferenti all’ambito delle tradizioni popolari (ad es. edifici storici e manufatti agro-pastorali e rurali, abiti e tessuti tradizionali, ornamenti del corpo, oggetti d’uso magico-religioso e rituale, strumenti di lavoro e di trasporto, oggetti dell’artigianato, oggetti e apparati di spettacoli e di eventi festivi e cerimoniali, giocattoli) così come ai beni di interesse etnografico riferibili a gruppi culturali extraeuropei (es. oggetti d’uso, di artigianato, oggetti rituali e cerimoniali).
A questi beni, rintracciabili sul territorio o afferenti a collezioni pubbliche o private, si applicano tutte le disposizioni di tutela previste dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio .
Anche su questo patrimonio la Soprintendenza dispone, autorizza o supervisiona azioni di conoscenza, catalogazione, restauro e valorizzazione.
Il patrimonio demoetnoantropologico, inoltre, si compone delle cosiddette “espressioni di identità culturale collettiva ” previste dall’art. 7 bis del DLgs. del 22 gennaio 2004, n. 42: tradizioni, saperi, canti, espressioni linguistiche, forme di religiosità e festive custodite e tramandate come parte delle identità locali.
Il patrimonio immateriale viene salvaguardato dalla Soprintendenza attraverso azioni di studio e valorizzazione, spesso in cooperazione con le comunità patrimoniali e di pratica, favorendo la conoscenza e la trasmissione intergenerazionale della ricchezza di pratiche e saperi di cui si compone il nostro territorio di competenza.
Pagina aggiornata il 10/04/2026